Grosseto, 2/12/2011

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Entra Samuel con la sua chitarra e un panama bianco in testa e attacca Dormi.

Sullo sfondo del palco c’è un enorme videoproiezione di quello che – in fondo al teatro, vicino al fonico – sta dipingendo, spennellando, sgocciolando un giovane artista molto ispirato.

Ed è necessario partire da Dormi, perché questo concerto accada in uno spazio di sogno.

Poi, uno alla volta entrano gli altri e lo spettacolo si dipana tra le canzoni che mi sarei immaginato e quelle che proprio non avrei detto neanche sotto tortura.

A metà di Incantevole parte a casaccio la batteria elettronica – quasi come se il cuore sintetico dei subsonica scalpitasse sotto agli abiti acustici – e ne viene fuori un siparietto divertente: “C’è un batterista in sala?”

Poi i racconti, le storie che stanno dietro alla genesi delle canzoni, che partono dalla melodia e solo alla fine trovano parole di senso compiuto.

E allora scopri che Istrice per un periodo si è chiamata Tricky Trick e poi anche Olliver Accident, in quell’inglese immaginario con cui Samuel appoggia le parole sui ritornelli.

Subito dopo una bellissima versione di Lasciati, Max Casacci – che ha davvero un alone pacato, lì seduto tra i suoi aggeggi – racconta dei tempi degli Africa Unite, di quando seminava sonorità reggae e ska a Torino e di quando con Bunna fu presentato a Rita Marley in Giamaica, sentendosi un po’ come deve sentirsi un lappone stornellatore presentato in Trastevere.

Tutto questo per introdurre l’inaspettata Mellow Mood, in cui finalmente Samuel non deve nastrare un secondo microfono al primo, ma può concedersi il lusso di cantare in un fiosissimo microfono vintage.

Ma lo stupore grande resta per Giungla nord e i virtuosismi di Ninja e l’emozionante versione di Stagno.

Il finale è un abbraccio con il pubblico. Tutti in piedi, appoggiati al palco a fotografarsi i beniamini da due passi.

Solo una perplessità: ma che aveva Vicio, tutto scuro in volto?

E stasera, per una buffa ironia, il tour acustico farà tappa a Montecatini, a 5 minuti da casa mia… mentre io sarò a Firenze da Lorenzo Cherubini.

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