Buongiorno Riccardo Luna,
sto seguendo con molto interesse il suo twitter e l’hashtag #cambiamotutto.
Complimenti per quello che sta facendo, lo condivido davvero.
E finalmente, smaltite le letture sul comodino, ho deciso di comprare il suo libro.

Nei giorni scorsi mi è capitato di parlare di una cosa che mi ha personalmente colpito molto.

Giovedì 18 Luglio sono usciti i risultati del Concorso docenti per la Toscana.
E tra i tanti casini che imperversano in Italia, e le notizie roboanti come l’acquisto degli F35 e quelle ancora più seguite… come il trasferimento di Gomez alla Fiorentina… tendono a scorrere via inosservate le vere pietre miliari da cui dovrebbe passare il cambiamento.

Una di queste è la necessaria riorganizzazione del sistema scolastico.

Qual è il valore che viene dato alla scelta del corpo docenti che crescerà il nostro futuro?

Questo un post su Facebook di Maria Elena Citi del 7 febbraio.
“A pochi giorni dalla prova scritta del concorsone mi trovo sconfortata a riflettere.
E, con disincanto, mi scorgo a formarmi per formare, in un sistema che una forma proprio non ce l’ha:

I candidati che non hanno superato la prova preselettiva, vengono riammessi sulla base di un consequenzialismo (non) etico, utilitaristico.
Gli esaminatori che dovrebbero essere cultori di qualità, precettori di cultura, mezzadri di competenza, si trovano a lavorare a cottimo, come nel ramo di una catena di assemblaggio che vaglia i pezzi di scarto (50 centesimi a compito corretto).
Quegli insegnanti che dovranno guidare, erudire, far crescere i nostri figli, saranno selezionati con l’attenzione e il compenso elargiti per la cernita di brattoli di plastica.

E l’entusiasmo e la passione di preparasi al meglio per esser una guida competente per gli uomini di domani, evaporno in una bolla di sconforto e di demoralizzazione.

Questa è l’Italia, antica culla della cultura, madre di figli eccelsi tra cui Galileo Galilei, Maria Montessori, Guido Gozzano, Italo Calvino, Fabrizio De Andrè…
Questa è l’Italia oggi… Povera Patria!”

Purtroppo le tracce della seconda prova erano molto generiche, solo vagamente correlate al manuale di riferimento, capaci di dare vita a risposte davvero differenti.
E la cosa più incomprensibile è che sono state valutate con dei criteri che sono stati specificati solo dopo la chiusura del concorso.
Quindi, le candidate dovevano indovinare le linee guida della propria regione.

Ad esempio in Toscana il massimo punteggio veniva dato – a differenza di molte altre regioni – a chi parlava della sua esperienza diretta.
Ora, non voglio scomodare l’antica e nauseabonda prassi italiana di avere una serie di persone specializzate nel gestire corsi preparatori ai concorsi… che guarda caso sanno dare dritte sulle linee guida d’interpretazione delle tracce, prima del concorso, ai loro accoliti paganti. (Che schifo)
Direi che quantomeno è illogico non specificare i criteri di valutazione.

Ma tutto questo è comunque svuotato completamente di significato dalla retribuzione prevista per correggere i compiti.
0,50€ a compito.
La metà del costo di un caffè.
Quindi, immagino che ci sarà stata una larga percentuale di correzioni veloci come la metà del tempo per bere un caffè.
Cosa che su 4 domande a risposta aperta è un tantino veloce, per determinare chi sono i più meritevoli docenti del futuro…

Immagino una scuola in cui i docenti sono professionisti formati, motivati, entusiasti e in grado di trasmettere ai ragazzi la cosa più importante di tutte: la passione.
Passione per la vita, per la conoscenza, per gli interessi paralleli, per la curiosità.
Immagino i presidi come manager, formati e qualificati come leader, assolutamente dotati di qualità personali come l’integrità, l’onestà.
Li immagino capaci di creare dei team e di monitorarne l’operato sulla base del bene più alto: dare ai ragazzi le migliori condizioni possibili per crescere.
E non mossi da interessi e simpatie o impigliati nelle leggi e nei diktat dei sindacati.

Apprezzo molto la sua attitudine a non fare polemica e a lamentarsi, ma piuttosto a fotografare, innescare, supportare le buone pratiche e le iniziative vincenti che stanno silenziosamente e poderosamente cambiando tutto, come un fiume.

Che sicuramente non farà il clamore mediatico di uno tsunami, ma neanche sarà semplicemente distruttivo, senza curarsi minimamente della parte costruttiva, proprio come un’onda innescata da un terremoto che spazza via tutto, lasciando solo macerie.

L’immagine che ho in mente in questo momento è un ricordo della pagina del sussidiario elementare che parla dell’importanza del “limo” del Nilo per gli Egizi.
E la visione che ho è che tutto cambierà per chi saprà costruire la sua casa, il suo lavoro e le sue relazioni, sulle rive di questo fiume che sta già cambiando tutto.

Grazie di cuore per quello che sta facendo.
Luca Galligani

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